Meditazione

La prima esperienza di Meditazione, il primo parziale risveglio della  Kundalini, è qui guidata da Shri Mataji.

Shri Mataji spiega il concetto di  Meditazione  

ANCORA  SULLA  MEDITAZIONE

Ricordiamoci che la meditazione non è un’azione, ma uno stato. O si è in meditazione, o si sta solo seduti li, magari a fantasticare. Lo stato di meditazione si riconosce fondamentalmente dall’esperienza della consapevolezza senza pensieri: la mente smette il suo usuale chiacchierio di sottofondo e diventa assolutamente tranquilla. Si sperimenta un silenzio interno ed i problemi, le preoccupazioni della vita d’ogni giorno scendono in secondo piano. Inoltre, appena si progredisce, cominciamo a sentire nel cuore una gran gioia, ed un grande amore, che riconosciamo come manifestazione del nostro Spirito.  I vari metodi e tecniche disponibili in Sahaja Yoga sono destinati a pulire il sistema sottile che affioranella meditazione. Tali metodi diventano via via più profondi ed accattivanti.

1987 Roma – Il risveglio della Kundalini

LA MEDITAZIONE  A  CASA

Il momento migliore per meditare è la mattina presto, cioè quando le Vibrazioni sono più forti. È anche un ottimo modo per iniziare la giornata. Sedete con rispetto davanti alla foto di Shri Mataji, alzatevila Kundalinie datevi un Bhandan. Mettete le mani con le palme rivolte verso l’alto sulle ginocchia o sul grembo in atteggiamento ricettivo per ricevere le Vibrazioni; portate gentilmente la vostra attenzione verso l’alto, facendola posare sulla sommità della testa nella zona della fontanella. Sedete calmi per qualche momento e cercate di divenire consapevoli di quali indicazioni arrivino dalle mani, in modo da sapere quale canale o Chakra ha bisogno d’attenzione e pulizia (vedi la prima e la seconda dispensa). Fate un Bandhan nella zona dei Chakras interessati o dategli Vibrazioni per un po’. Nel tempo dovuto la sensazione sulle dita diminuirà o andrà via completamente indicando che, qualunque fosse la causa, l’ostruzione ora è stata rimossa. Alcuni possono sentire l’ostruzione sul Chakra stesso piuttosto che sulle dita, in quel caso vanno comunque seguiti gli stessi procedimenti già indicati per alleviare la pressione o il risentimento nel centro sottile. Spendete pochi minuti per correggere il problema di questo o quel centro, (come dice più sotto Shri Mataji: “…al mattino non c’è bisogno di usare troppo le mani adottando questa o quella tecnica. Scoprirete che i vostri Chakras si puliscono in meditazione)”. Poi riportate entrambe le mani sulle ginocchia ed entrate più profondamente in meditazione: è importante che la meditazione non sia tutta un “lavoro”, dobbiamo anche semplicemente gioire di noi stessi. Non appena entriamo in meditazione i pensieri cominciano a rallentare e può accaderci di entrare in “Nirvichara Samadhi” (consapevolezza senza pensieri), che è una prima importante tappa da raggiungere. Se vi accorgete che i pensieri persistono, non cercate di mettere sotto controllo la mente con la concentrazione o combattendo con voi stessi. Distaccatevi dai pensieri osservandoli come dall’esterno. Lentamente i pensieri scompaiono. Se scoprite che ancora i pensieri v’infastidiscono chiedete con umiltà a Gesù Cristo (che risiede nell’Agnya Chakra) di aiutarvi, recitando con calma il Padre Nostro. È anche di molto aiuto aprire gli occhi e guardare l’AgnyaChakradi Shri Mataji (il punto rosso sulla fronte), finché la mente non si acquieti, poi richiudete gli occhi e ricominciate la meditazione. Per abitudine alla mente piace vagare, per cui anche dopo avere sperimentato per un po’ lo stare senza pensieri (ossia lo stare esattamente nel presente), ci sarà ancora la tendenza a mettersi a pensare a diverse cose (spostando l’attenzione dal passato al futuro). Se questo accade basta che gentilmente tiriate indietro la mente dalle sue tortuosità e riconduciate l’attenzione sulla parte alta della testa, al di sopra dell’AgnyaChakra. Questo comporta una qualche visualizzazione, che poi viene abbandonata per entrare semplicemente in uno stato. Dopo un po’ di pratica l’attenzione verrà portata automaticamente sulla sommità della testa non appenala Kundaliniascende. Quandola Kundalinisi è stabilizzata nel Sahasrara vi verrà anche il desiderio di mettere l’attenzione sul cuore. Praticando per un po’ Sahaja Yoga comincerete a sentire più fortemente amore e gioia, e questo renderà la vostra meditazione molto piacevole e soddisfacente. Più o meno dopo una mezz’ora (o un po’ di più, se vi va), portate a termine la meditazione dandovi ancora un Bandhan, alzandovila Kundalini e ringraziando dal cuore.                                 Shri Mataji.

Come imparare a recitare i Mantras in Sanskrito

Meditazione guidata con Sanskrit Mantras

Consigli di  Shri Mataji  per la meditazione 

Nirmala Yoga n° 19, 1984

Alzatevi presto al mattino, fate la doccia, sedetevi senza parlare. Non parlate al mattino presto, sedetevi e meditate … A quell’ora arrivano i raggi divini; il sole viene più tardi. È così che gli uccelli si svegliano, così si svegliano i fiori e, se siete abbastanza sensibili, vi accorgerete che svegliandovi presto al mattino arriverete a dimostrare dieci anni di meno. È veramente un’ottima cosa svegliarsi presto al mattino! Di conseguenza, andrete a dormire presto la sera. Questo per quello che riguarda la sveglia; quanto al dormire non vi devo spiegare nulla perché, per questo, ve la sapete cavare benissimo da soli. Al mattino dovreste solamente meditare. In meditazione, provate a fermare i vostri pensieri. Guardate la mia foto con gli occhi aperti, così fermerete i pensieri. Prima dovete fermare i pensieri, poi andrete in meditazione. Il modo più semplice per fermare i pensieri è quello di recitare il Padre Nostro, perché agisce sull’Agnya. Dunque, al mattino, recitate il Padre Nostro, o il Mantra di Shri Ganesha: è la stessa cosa. Potete anche dire “io perdono”. Funziona. Dunque, potreste cominciare con il Mantra di Shri Ganesha, recitare il Padre Nostro e poi dire “io perdono”.

A questo punto siete in consapevolezza senza pensieri. Ora meditate, prima di questo non c’è meditazione. Finché pensieri come: “devo prendere il te”, oppure “cosa devo fare dopo”, oppure “cos’è questo, cos’è quello?” continuano a passare per la mente, non c’è meditazione. Quindi prima dovete entrare in consapevolezza senza pensieri, perché la crescita spirituale inizia solo da quel momento, non prima. Questo è importante da capire.  Non potete crescere in Sahaja Yoga, rimanendo a livello razionale. Così la prima cosa da fare è quella di stabilizzare la vostra consapevolezza senza pensieri. Anche se avvertite, qua e là, qualche blocco ai Chakras, dimenticatelo, semplicemente dimenticatelo. Ora cominciate ad arrendervi. Se c’è un blocco ad un Chakra, dovreste dire: “Madre, io lo arrendo a Te”. Invece di lavorarvi con le mani, dite solo questo. Ma questo arrendersi non deve essere razionalizzato. Se ancora pensate, o vi preoccupate anche del motivo per cui dovete farlo, non servirà a niente. La cosa migliore è avere puro amore e purezza nel cuore: questo è arrendersi.

Lasciate tutte le preoccupazioni a vostra Madre. L’arrendevolezza, l’abbandono è una cosa molto difficile nelle società centrate sull’ego. Anche solo parlarne mi preoccupa un poco. Quindi, se vi viene qualche pensiero, o se sentite un catch (blocco) in qualche Chakra, semplicemente arrendetelo. In questo modo, vedrete,  i Chakras si puliranno. Al mattino non c’è bisogno di usare troppo le mani adottando questa o quella tecnica. Scoprirete che per lo più i Chakras si puliranno con la meditazione. Cercate di avere amore nel cuore e di porre il vostro Guru al centro di esso. Quando ciò avviene, inchiniamoci a Lui con amore e dedizione completa. Dopola Realizzazione, qualsiasi attività mentale non è più immaginazione, poiché mente e immaginazione sono ora illuminate. Predisponetevi in modo tale da diventare umili,  ai piedi del vostro Guru, di vostra Madre. Vi chiederete ora quali sono l’atteggiamento e l’atmosfera necessari per meditare. Meditare è “essere uno con il Divino”. Cominciate col dire il Mantra a Shri Ganesha e poi guardate dentro di voi e rendetevi conto di quale sia il principale ostacolo. Il primo è il pensare. Per eliminare i pensieri, dovete dire il Mantra a Shri Nirvichara: “Om Twamewa Sakshat, Shri Nirvichara Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah”. Viene poi l’ostacolo del vostro ego.

Vi accorgerete che i pensieri si sono fermati,  ma potreste sempre sentire una pressione alla testa. Se è l’ego, dovete dire: “Om Twameva Sakshat, Shri Mahat Ahamkara Sakshat, Shri Adi Shakti Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah”. Ripetetelo per  tre volte (Mahat significa grande e  Ahamkara significa ego ndt). Se continuate a sentire la pressione dell’ego, tenendo la mano sinistra verso la fotografia, alzate il lato sinistro sul destro per sette volte, in modo da bilanciare ego e superego. Provate a sentire come state dentro di voi. Una volta bilanciati, la cosa migliore è portare l’attenzione sulle vostre emozioni, sulla Manas Shakti. Osservatele. Le potete illuminare semplicemente pensando a vostra Madre. Illuminatele. Questo risolve qualunque problema di Mana.

Se in meditazione vi connettete con le emozioni e le guardate, vedrete che cominceranno a dilatarsi e se tenterete di arrenderle a vostra Madre (di porle, come si suole dire, ai Piedi di Loto di vostra Madre), esse cominceranno a dissolversi, come  ad  espandersi.  È un’estensione, vedete. E le estenderete in modo tale da sentire che le potete controllare e, controllandole, diventano estese, illuminate e potenti.

Quel che dovete fare ora è controllare il vostro respiro. Cercate di respirare più lentamente, nel senso che dovete prima espirare, aspettare un poco, inspirare a lungo,  poi espirare. Durante un minuto, il vostro respiro sarà più lento del normale. D’accordo? Provate a farlo, tenete l’attenzione sulle emozioni affinché si stabilizzi la connessione. Va meglio? Vedete,la Kundalinisi alza. Quando si respira c’è un momento vuoto. Inspirate. Trattenete il respiro. Espirate lentamente e a lungo. Ora, inspirate. Cominciate a respirare in modo tale da poter realmente rallentare il ritmo del respiro. La vostra attenzione dovrebbe essere sul cuore o sulle emozioni. Meglio trattenere il fiato per un po’. Trattenetelo. Espirate. Aspettate un po’,  non respirate. Bene. Vedete, adesso siete calmi.La Layas’inserisce tra il vostro Prana e il Mana.  Le due Shakti diventano Una. Adesso, alzatela Kundalini. Finoin cima, e fissatela. Di nuovo, alzatela Kundalinie fissatela. Ancora, alzatela Kundalinie fissatela per la terza volta. Ora, a livello del Sahasrara, dite il Mantra; tre volte: “Om Twameva Sakshat, Shri Kalki Sakshat, Shri Sahasrara Swamini, Moksha Pradayini Mataji, Shri Nirmala Devi Namoh Namah”.  Adesso è aperto, vedete?

E potete farlo ancora, allo stesso modo. Adesso siete lì, stabilizzati … Fatto questo, siete in condizioni di entrare in meditazione … Rallentate il ritmo del respiro, sarà meglio. Rallentate il respiro, come se voleste fermarlo, ma senza fare sforzi.

Shudy Camps 

Cambridgeshire 18 Giugno 1988

Bija Mantras & shaktis – London 1978 14 ottobbre  PDF

Meditazione con Prana e Mana

Meditazione per il lato destro

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Una risposta a Meditazione

  1. cristina bennett ha detto:

    Bellissimo lavoro
    Grazie a tutti Voi, che con Amore e dedizione costante, permettete anche attraverso il web di ricevere tanto incoraggiamento dalle parole di Shi Mataji.
    JSM!

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